Performance

SIRENE

SIRENE E’ SOSTENUTO DA UNA CAMPAGNA DI SUPPORTO CLICCA PER MAGGIORI INFORMAZIONI

SIRENE RACCONTATO ALLA RADIO SVIZZERA RSI – RETE 2 “Il suono della danza

IDEAZIONE, PARTITURA RITMICA E COREOGRAFICA, INTERPRETAZIONE

Federica Loredan

DURATA

40 minuti circa

GENERE

Danza sonora – Body drumming, hip hop, danza contemporanea.

COSTUME SONORO

Laboratorio Fulmicotone

DISEGNO LUCI

Francesco Ziello

MUSICA

Davide Mantovani

IL PROGETTO: Creazione per corpo, suoni e voci.

La poetica di Federica Loredan è un crossover tra diversi linguaggi e tende alla creazione di una danza sonora/musica visiva, una forma espressiva in cui il movimento produce suono, una danza percussiva, automusicata, che si serve anche di elementi fortemente simbolici ed evocativi (v. l’acqua in “Solo Sol Eau”- Museo delle Culture del Mondo, Genova oppure v. il legno in “Mare dentro” – site specific Fondazione Americana BFGE) .

Impegnata da tempo in diversi progetti con rifugiati e migranti, e per ragioni personali particolarmente interessata al tema, Federica Loredan decide di indagare sulla condizione di chi resta “incagliato”, chiuso, perso nel viaggio concretamente o in senso lato e portarne in scena la voce, attraverso una poetica nuova, che si appoggia ad una danza di impatto e fortemente iconica come l’Hip hop e ad una tecnica antichissima come il Body percussion.

Continua così la sperimentazione sul suono, questa volta attraverso l’uso di un costume sonoro: una immensa gonna-rete da pesca ricoperta di chiavi,monete ed altri oggetti fortemente simbolici che risuona come le maschere della tradizione sarda (vedi Mamuthones) e sul movimento : il corpo è diviso in due, due volontà diverse, radicarsi e volare, due pesi diversi, due qualità diverse.

NOTA D’INTENZIONE

Riguardo alla tematica ci tengo a precisare che non è mia intenzione sfruttare un dramma dei nostri giorni per farne uno spettacolo o avere la presunzione di raccontare esperienze che non mi hanno toccato da vicino.

(Io e le altre “sirene” in scena con me) Intendiamo invece mantenere un’onestà intellettuale, essere sincere con noi stesse e con il pubblico. Raccontare di una condizione che ci tocca emotivamente, perché le nostre vite si sono intrecciate con chi vive con la paura di uscire, nel limbo di una vita non vissuta, con chi è stato sradicato dalla sua terra e si è perso senza più riconoscere riferimenti, con chi ha fatto della follia una strategia di sopravvivenza alienandosi dalla realtà o semplicemente perché le nostre vite sono ANCHE questo.

La prima generazione strappa, la seconda dimentica, la terza ricostruisce”.

14380073_10210911776659413_2309977339510430155_o

SINOSSI :

Una rete rosso sangue. Mattanza.

Cerco di ricucire i legami, la famiglia.

Tenere insieme i pezzi. Raccogliere i frutti. Un’attività febbrile.

Sputata dal mare come un relitto. Una figura mitologica.

La coda di una sirena, pesante, ricoperta di chiavi come fossero parassiti, crostacei.

Incagliata. Suonano come catene, mi fanno affondare

Eppure sono le mie risorse, ma non so quale sia quella giusta per uscirne,

Un corpo diviso in due, metà in viaggio metà impigliata nell’oblio.

13662231_10210408766444472_1719041349717945914_o

photo credits Isabella Ievolella
performing for Corpi Effetti

LO SPUNTO:

Tratto da “Bilal – viaggiare, lavorare, morire da clandestini” di F.Gatti

STRANDED in inglese significa arenato, incagliato, lasciato senza mezzi di trasporto, nei guai, in difficoltà. STRAND è la traduzione di sponda, riva, spiaggia. Ma negli occhi di questi ragazzi non c’è il sollievo di ogni naufrago quando vede avvicinarsi una spiaggia. C’È il riflesso di una mente che, pur avendo i piedi piantati sulla terra ferma, sta annaspando in mezzo ai marosi. I loro sguardi tradiscono il buio del baratro. La polvere sui loro vestiti, sui capelli, sulle loro mani avverte che stanno scivolando sempre più giù. (…)
La loro mente è ancora piena di progetti, di sogni, di voglia di libertà. Solo che non riesce a muoversi dalla città di fango rosso perché i corpi sono rimasti imprigionati dalla vita quotidiana. La mancanza di soldi. La fame. La polvere. Ecco da dove arrivano gli schiavi del ventunesimo secolo (…)
Ma non basta mettersi in viaggio. All’improvviso, un giorno qualunque e inaspettato, la mente e il corpo si separano. La mente vuole andare. Il corpo resta stranded. E lentamente giorno dopo giorno, la polvere si impossessa della propria vita, incrosta ciglia e sopracciglia, si secca in gola. Ecco i loro volti da vicino. La tragedia è che nessuno dirà mai loro che stanno facendo qualcosa di eroico. Nessuno riconoscerà che il loro è un gesto definitivo che ha eguali soltanto nello sforzo della nascita. Se arriveranno vivi in Europa li chiameranno addirittura disperati. Anche se sono tra i pochi al mondo ad avere ancora il coraggio di giocarsi la vita carichi di speranza.

14409655_10210961971834261_3520038643580096979_o

Presentato come Work in Progress nella splendida cornice del Ninfeo di Villa Borzino (Busalla-Genova) performance per Corpi Effetti

Vincitore del bando di supporto alla creazione dello Spazio Baobab

Vincitore del bando InSincronia

Selezionato per SIETAR 2017 (convegno internazionale sul tema dell’identità multiculturale).

Selezionato per Chouftouhonna Festival d’Art Feministe de Tunis (Tunisia)

PROSSIME DATE :

18 Febbraio 2017 – Festival InSincronia (Piacenza) “work in progress”

5 Maggio 2017 – IX Convegno Annuale SIETAR Italia “Identità multiculturali: il senso e il valore dell’appartenenza nel mondo globale”. Intervento congiunto performance/conferenza con l’antropologa Maria Camilla De Palma (Milano).

13 Maggio 2017 – Serata Baobab (Ivrea) PRIMA NAZIONALE

29 maggio 2017 – adattamento per il Museo delle Culture del Mondo di Genova

12 agosto 2017 – Lugano Eventi (Svizzera)

CREDITS:

- Fondazione Devlata per lo spazio e l’accoglienza

- Centro Culturale Mojud per lo spazio di lavoro

- Spazio Baobab per il supporto alla creazione

- Isabella Ievolella e Danila Corgnati per le foto

- Danilo Guidarelli per i video

- Museo Luzzati e Teatro dell’Archivolto per l’ospitalità

16864369_10156566226902228_3860610680480969473_n

Performing at InSincronia – Photo credits Danila Corgnati

Newsletter


Acconsento al trattamento dei dati personali