Blog

14409655_10210961971834261_3520038643580096979_o

SIETAR 2017 L’identità multiculturale

25 marzo 2017

Da tempo sono chiamata a partecipare ad eventi legati alla cultura africana/afroamericana/della diaspora in qualità di “artista-ponte”, una mediatrice culturale che si muove attraverso musica e danza, creando connessioni, sciogliendo nodi, spiegando ragioni e legami. La mia storia, le mie esperienze mi hanno portato naturalmente ad essere identificata così : un’artista meticcia.

Il 5 e 6 maggio si svolgerà a Milano, il IX convegno annuale SIETAR (qui il programma completo), due giorni di incontri, conferenze e performance sul tema dell’IDENTITA’ MULTICULTURALE: il senso e il valore dell’appartenenza nel mondo globale.

“L’epoca attuale trascorre sotto il duplice segno dell’armonizzazione e della dissonanza. Mai gli uomini hanno avuto tante cose in comune, tante conoscenze in comune, tanti riferimenti in comune, tante immagini, tante parole, tanti strumenti condivisi, ma ciò spinge gli uni e gli altri ad affermare di più la loro differenza.”

(Amin Maalouf, L’identità, 1998)

SIRENE avrà il prestigio e la responsabilità di aprire il convegno in un intervento congiunto con Maria Camilla De Palma, antropologa e direttrice del Museo delle Culture del Mondo di Genova, non solo una professionista di grande sensibilità e conoscenza, che stimo profondamente, ma anche un’amica a cui devo molto per il mio percorso artistico e che mi ha affiancato in molte delle mie esperienze più importanti, nel corso degli ultimi anni.

“L’ abito (…) diventa feticcio, si fa tramite di storie, attiva cambiamenti, dialoga con chi lo indossa, rivela ciò che non è visibile, consente di trasgredire confini culturali e geografici. Il corpo, così potenziato da indumenti, amuleti e decorazioni, incorpora forze invisibili e e magiche e diventa lui stesso un oggetto potente.

Con il linguaggio della danza contemporanea, che dal rituale all’hip hop riflette la globalizzazione, la performer diventa lei stessa  un’identità multiculturale, paragonabile all’oggetto del museo che, accogliendo manualità, saperi e tecniche indigene, diventa potente nel processo del suo farsi e non solo per il suo esito estetico finale. ”     M.C.De Palma

Lo spettacolo è polisemantico, nei codici espressivi e nei livelli di lettura. Abbraccia per questo un pubblico ampio, ipnotizza i bambini e offre spunti di riflessione agli adulti, ma soprattutto ha un’apertura multiculturale. E’uno spettacolo personale senza essere autoreferenziale, narra di un esodo, allude al mare nostrum che “fiorisce” di corpi, ma racconta più ampiamente di una condizione umana in cui ciascuno di noi può riconoscersi. Questo invito, per me, è un onore ma anche un importante riconoscimento che avvalora i contenuti e il peso del mio lavoro.

Grata per l’opportunità di condividere la mia ricerca in questo nuovo contesto, vi aspetto a Milano.

Da non perdere

Newsletter


Acconsento al trattamento dei dati personali