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Pensieri di Viaggio – Burkina Faso 2017

23 agosto 2017

Parto da un’Italia in cui ogni giorno i titoli di giornale raccontano di frontiere che si chiudono e muri invisibili che si innalzano. Un’Italia in cui ci si chiede scusa sfiorandosi sul bus, perché il contatto con l’estraneo dà fastidio.

Arrivo in un’Africa dove la porta di casa resta aperta tutto il giorno. Tutti sono i benvenuti e l’accoglienza è la regola non l’eccezione.

Paola opera in Burkina da tanti anni: “Sono un’africana dalla pelle bianca – le ho sentito dire molte volte – ho due patrie, due passaporti e per questo mi sento ricchissima.“ Le hanno dato la nazionalità onoraria, riconoscendole l’importanza delle sue opere sul territorio. Qui tutti la chiamano Mamma e delle donne africane ha la forza, il coraggio, la resilienza. In casa è l’ultima ad andare a dormire e la prima a svegliarsi. Un sorriso energico illumina il suo viso radioso e anche solo standole vicino senti che puoi fare più di così, qualunque cosa tu stia facendo.

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Dalla mattina alla sera ci sono visite. Chi entra per un caffè – una delle pratiche italianissime e irrinunciabili a cui Paola ha abituato i suoi cari laggiù – chi entra per un saluto. Chi per ritirare il contributo per la retta scolastica. Poi ci sono i giorni in cui chi bussa è l’Assistenza Sociale per chiederle di prendere in carico dei bambini orfani o direttamente qualcuno le lascia davanti alla porta di casa una scatola con un neonato. L’emergenza è uno stato quotidiano, quando si sparge la voce che tu aiuti concretamente chi ha bisogno e proprio recentemente Paola è stata invitata fino al confine col Niger, in un piccolo villaggio vicino a Dori dove le donne, stanche di morire dando la vita, stanche di partorire in condizioni terribili di igiene ed assistenza, la implorano per un aiuto.

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Paola in visita nella sala parto

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L’ambulanza del villaggio

Il nuovo progetto

Tre anni fa Paola si è trovata tra le braccia il piccolo Aziz Noel, neonato di un mese e 3 giorni, rimasto orfano e lo ha adottato. Da qui è nato il desiderio di dare a molti altri bimbi la stessa opportunità ed ha cominciato a prendere consistenza l’idea del progetto di Ziniaré: un complesso che comprende orfanotrofio, casa delle nutrici, infermeria, panificio, orto e scuola. IMG-20170801-WA0002

Il valore aggiunto è l’interazione con il villaggio: orto e panificio serviranno al fabbisogno locale. Il pozzo di acqua potabile rifornirà la struttura ma gli abitanti della zona vi avranno accesso. E la cosa più importante: l’inclusione di un’altra fascia debole della comunità. Verranno ospitate in questa struttura anche le nonne, donne anziane rimaste sole, per avere accoglienza, ma anche per condividere il loro sapere, passare le loro conoscenze ai piccoli, affinché le tradizioni non vadano perse e i bimbi non crescano sradicati.

Sono moltissimi e svariati i progetti che l’Associazione di Paola ha portato a termine nel corso di 15 anni di attività sul territorio:

-orfanotrofi

-scuola per bambini sordi (dalle elementari all’avviamento professionale)

- pozzi di acqua potabile

- scuola e internato per le ragazze (per contrastare i matrimoni precoci e consentire loro un’istruzione e un’autonomia professionale).

- borse di studio (per accompagnare all’università i più meritevoli)

- adozioni a distanza (per garantire sostentamento e istruzione)

Per conoscere da vicino il loro operato e come sostenerli visitate www.lagocciaonlus.org

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Partire dal Burkina è stato uno strappo.

Ho conosciuto la difficoltà, ma ho capito quanto è grande il disegno divino. Tutto ha un senso ed ogni cosa ha il suo tempo.

Ero straniera e sono stata accolta come una figlia.

Ho dato il poco aiuto che ero capace di dare e ho ricevuto doni e riconoscenza.

Mi sono sentita ricchissima. Sono rientrata ancora una volta con l’idea chiara di avere il dovere di mettere a frutto i talenti e le opportunità che mi sono state concesse. Non posso sedermi.

Voglio vivere intensamente e con coscienza anche qui.

Tengo vivo il collegamento, mi preparo per tornare lì presto, Inshallah.

Non dimentico.

Grazie

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