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Porta del non ritorno – Goree – Senegal

EACH ONE TEACH ONE

31 maggio 2017

Slavery-TodayEACH ONE TEACH ONE è un proverbio afro-americano nato nel periodo dello schiavismo quando ai neri era impedita l’istruzione – per controllarli e mantenere la convinzione che fossero inferiori –  ed essi si aiutavano a vicenda passandosi preziose nozioni o rudimenti di alfabetizzazione.

Da alcuni mesi la mia stretta frequentazione con alcuni giovani migranti rovescia la mia prospettiva, il senso di molte mie conoscenze ed esperienze.

Ieri A. (18 anni, Mali) pensava ad alta voce: qui in Europa nessuno ci dà consigli, non ci sono i nostri “grandi”, dobbiamo aiutarci tra di noi.

O. (23 anni, Costa d’Avorio) mi chiama mamma perché mi vede come uno degli incontri più importanti che ha fatto nei suoi 10 mesi in Italia. Per F. (17 anni, Mali) sono Koromousso, la sorella maggiore.

Y. (20 anni, Costa d’Avorio) si veste come un rapper ma parla come un vecchio saggio, dispensando proverbi e massime di vita.

Sono partiti da casa poco più che bambini per quella che loro chiamavano l’avventura, un viaggio che gli ha rubato ¼ della loro vita, gli lasciato incubi e cicatrici e gli ha insegnato ciò che normalmente nessun adolescente dovrebbe imparare.

Si prendono in giro da soli: abbiamo rischiato la vita tante volte negli ultimi anni e qui non abbiamo il coraggio di chiedere ad una ragazza il numero di telefono. Sono eroi. Sono uomini. Sono bambini.

I diversi generi musicali creati dalla nostra gente nel corso del tempo – l’hip hop, gli spiritual, il jazz, il blues, il soul – sono l’espressione dell’identità nera e hanno avuto un impatto profondo nella società statunitense e in quella globale. Queste forme di espressione artistica sono stati strumenti fondamentali per resistere e sopravvivere all’oppressione e al razzismo in momento storici differenti (…) Cornel West afferma che, per comprendere la cultura afro-americana, bisogna considerare due elementi fondamentali: il dolore e la creatività. La creatività porta a forme di resistenza, il dolore invece costituisce lo spazio dell’identità dove si formano pratiche di resistenza concrete.” Intervista a Greg Tate – Bigger than Hip Hop, U.net

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Photo Credits Silvia Aresca – “Jam Alloko Attieke” presso Centro Culturale Mojud

Ho cominciato i miei studi artistici, etnografici e antropologici sull’Africa per comprendere le radici dell’Hip Hop e delle danze vernacolari.

Recentemente ho pensato che mi qualificassero come ponte per “preparare” l’Europeo ad un’apertura storicamente necessaria. Oggi mi ritrovo ad insegnare a questi ragazzi a non perdere la loro storia. Sono partiti troppo giovani per conoscere molte cose del proprio Paese. Qualcuno ha già perso per strada la lingua dei suoi genitori, ricorda alcune tradizioni, ma non ne conosce i ritmi, le danze, i protagonisti, non ne sa preparare i piatti, quei sapori di casa gli mancano da anni.

A. mi insegna bambarà, io a volte mi sento la memoria del suo héritage: suono wolossodon e korodouga, ascolto Manu Dibango e Cheick Tidiane Seck, racconto di etnie, caste, popoli, storia. Confrontiamo le maschere dogon con quelle della tradizione sarda

EACH ONE TEACH ONE.

Si aprono pensieri più ampi e tutto diventa relativo.

Cos’è l’educazione? L’Istruzione? La conoscenza?

Sto facendo un bellissimo viaggio con loro, vedo il mio Paese coi loro occhi, ne leggo i limiti, le contraddizioni, ma anche le tradizioni comuni, il potenziale e un fermento che spero porterà ad una nuova società.

E si bé san djolila? Quanti anni hai?
Ma anche : E bé sanji djolila?
Sanji, la pioggia, l’acqua del cielo che feconda la terra e dá nuova vita.
Mi chiedo quando abbiamo smesso di percepire il tempo in maniera ciclica e abbiamo cominciato a sentirlo lineare, sempre proiettati nel futuro o trascinandoci il passato.
Mi chiedo quando abbiamo smesso anche noi di dire Quante primavere hai? Forse al passaggio da società rurale a quella urbana?

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Genova al tramonto

N’sigilimbé Genova là.
I abito a Genova
O meglio: sono seduta qui. Sigy – sedersi.
Mi corrisponde di più questo modo, perchè percepisco la mia vita ormai come una transumanza continua, nomadismo che ogni tanto si dà pace e si posa, si siede qui, un luogo che non mi corrisponde affatto ma è anche casa.
E quando sono qui, gli incontri mi portano in viaggio attraverso gli occhi degli altri
La mia casa è la terra su cui poso i piedi. E che questo possa essere vero per chiunque arrivi qui, senza doversi mai sentire straniero.

EACH ONE TEACH ONE

“Ogni persona è un insegnante. Attraverso la parola, il carattere personale, l’abbigliamento, gli obiettivi, i risultati, la reputazione e altri simboli che definiscono lo status sociale, Tutti noi ci stiamo insegnando a vicenda costantemente in una grande varietà di modi. Alcune persone sono consapevoli di ispirare e insegnare ad altre persone. Tuttavia, la maggior parte delle persone vivono la propria vita inconsapevoli della propria influenza verso gli altri.  Ogni piccola azione che compiamo pubblicamente insegna, influenza ed ispira in qualche modo chi in quel momento potrebbe guardare quello che stiamo facendo.”
“The Gospel of Hip Hop” (Krs one)

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