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IL RUMORE DEL SILENZIO – THE RHYTHM BEFORE

9 marzo 2017

Definirei Rhythm Before come un progetto di danza sensoriale. Svoltosi nel 2013 per iniziativa dell’associazione culturale Piedi in Movimento, al percorso hanno aderito più o meno in eguale percentuale udenti e non udenti, praticanti danza e non. Il progetto è stato oggetto di un documentario, poi presentato al festival del cinema di Bologna – BOFF, occasione in cui i ragazzi si sono esibiti dal vivo, oltre alle precedenti date per il Suq (festival multiculturale) e per il Museo delle Culture del mondo di Genova.

Il ritmo da sempre è parte integrante della mia vita.

Ho studiato pianoforte al conservatorio, percussioni, tap, body percussion, danza afro, hip hop e nei miei spettacoli faccio musica con materiali insoliti: acqua, legno, chiavi, tappi, sacchetti di plastica. Per me il ritmo è in ogni cosa e in ogni persona.

L’esperienza di RB mi permesso di ampliare ancora di più la mia visione e mi ha obbligato a ribaltare il mio modo di insegnare.

Ho cominciato pensando di dover insegnare danza comunicando attraverso la LIS (sono danzatrice e musicista ma ho conseguito il 3 livello di LIS nel 2006 anche se ora sono parecchio arrugginita). Ragionavo come in una lezione normale, pensando di dover affrontare codici di uno stile specifico, trasmettere una tecnica. Poi in realtà le esigenze del gruppo mi hanno portato altrove. Ho preso passi a destra e a manca, saltando da uno stile all’altro, da una corrente all’altra, ma scegliendo passi che fossero particolarmente iconici, che contenessero già una certa gestualità, che raccontassero qualcosa legato al momento storico o al contesto sociale in cui erano nati.

Ho sentito che dovevo approfittare della ricchezza di quel gruppo eterogeneo e come in una poesia i segni hanno preso spazio e forme fantasiose diventando danza. Creando un nostro proprio codice. Una coreografia che raccontasse di noi e di ciò che per noi rappresentava quell’esperienza: crescita, integrazione, divertimento, i nostri nomi, chi siamo e come ci vedono gli altri del gruppo.

Sono onorata che a distanza di anni mi venga richiesto di testimoniare questa esperienza intervenendo in una conferenza su sordità e silenzio.

Chi oggi guarda i miei spettacoli mi dice che disegno nell’aria, che le mie mani raccontano tantissimo. Non uso la Lis ma questo processo creativo è diventato parte di me e della mia poetica. Porto quest’esperienza con me. E ne sono grata.

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